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10/29/2006

Non ci sono parole

Non ci sono parole di fronte ad angoscie indicibili che a volte ci assalgono. Tentare, provare a reagire , prima che s'impossessino di noi, avvilendo ogni gesto e pensiero....ma.... come fare? Fuggire, stordirsi, fingere non sia così? Oppure riversare tutto sul primo che si trova.... ignorando che forse lui è nella stessa condizione ....e ti fuggirà, ti disprezzerà perchè ritroverà in te quella parte di sé che teme? Leggendo vari blog in giro, anche di ragazzi molto giovani, si trova questo indicibile male di vivere.No, non nei messaggi dichiarati di insoddisfazione, coppie che si lasciano, messaggi d'amore, solitudini dichiarate.... quelle sono tempeste passeggere... a volte giochi, anche se non proprio innocenti, ma in altri, tra le righe, più occulti... .altri apparentemente lontani, da questi problemi, dove emerge una disperazione quasi inconsolabile fra le parole, nelle pause, in smarrimenti e silenzi quasi percepiti...... O anche in blog (possiamo chiamarli "strani"?) dove si esplorano dimensioni sconosciute, (angeli, demoni, pianeti., voci, visioni, presenze, lieni, miti, sogni, religioni, memoria. dottrine...) e perchè no, anche questo spazio paraletterario dove sogno e realtà, impegno ed "estraneazione", fatti e pensieri.... quasi mai trovano armonia....limitandosi a venire a galla, così come sono, frammentari, con poca premeditata organizzazione, forse neppure spunti di discussioni che probabilmente mai si faranno, citazioni, ricordi....

Accade a volte che ci troviamo, spiriti sensibili..... che vanno sempre (per quel che possono) OLTRE le parole....Forse non ci conosceremo mai, o forse già ci conosciamo, perchè torniamo negli stessi blog che ci hanno colpito.... (Nelle stesse dimensioni spazio temporali?) .Torniamo... .portando il nostro carico di silenzio,tutta la nostra (inutile?) esperienza, forse per comunicare in una maniera diversa...trovare quella "solidarietà", quella "comprensione", che nella vita sociale è sempre più difficile, quella "riflessione" che è già un miracolo se non viene derisa, considerata perdita di tempo, se non follia, quella sensibilità che spesso siamo costretti a nascondere per non farsi calpestare. Forse.... può essere.... Ma.come parlare del tempo che scorre (di ciò che è stato e ritorna)e di ciò che cerchiamo(e sappiamo già essere) che non è neppure definibile e di quell'angoscia indicibile dell'esistere, del vivere ai confini dell'Abisso del nostro io e delle nostre possibilità?

artemidoro blog fnfpvcbmpsvec artfer Torino 2006

1 commento:

Anonimo ha detto...

Noi ci siamo incontrati e conosciuti...e di questo ti sono grata ;)